Siamo lieti di condividere un importante contributo pubblicato sul quotidiano La Provincia di Como del Dott. Felice Cosentino, specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva.
La sua consolidata e prestigiosa collaborazione arricchisce il nostro team di Medici Specialisti.


La salute a tavola
Dal glutine al lattosio fino all'istamina e ai Fodmap
Sbagliato sottovalutare i sintomi, potenziale segnale di altre patologie

In Italia sono in aumento le diagnosi di intolleranze alimentari. Non solo quella al lattosio, la più diffusa, o al glutine, cresce anche il numero di persone con intolleranza all'istamina e ai Fodmap (Fermentatili Oligo-, Di - e Monosaccaridi e Polioli).

«Negli ultimi armi senza dubbio sono aumentati i casi - conferma Felice Cosentino, specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso la Clinica La Madonnina di Milano -, oggi possiamo dire che circa il 70% delle visite ambulatoriali è per queste problematiche.

Sebbene ci sia una leggera prevalenza nella popolazione femminile, anche molti uomini soffrono di intolleranze che possono esordire a tutte le età, anche negli anziani». Pancia gonfia, meteorismo, diarrea o stitichezza, spasmi addominali e gorgogli tra i sintomi più frequenti che spingono la persona a rivolgersi al medico. «Oggi, fortunatamente, c'è molta più attenzione verso le intolleranze - aggiunge lo specialista- che in passato venivano molto spesso definite come "intestino irritabile" imputando la causa allo stress e all'ansia.

La realtà è ben diversa e una diagnosi precoce di intolleranza consente di evitare al paziente l'utilizzo di farmaci non necessari così come il poter evitare accertamenti più invasivi come gastroscopia e colonscopia». Fondamentale, inoltre, non sottovalutare i sintomi perché potrebbero essere il segnale di altre patologie. «Nella popolazione più giovane potrebbero essere i sintomi di una malattia infiammatoria cronica intestinale, come la Rettocolite ulcerativa (Rcu) o il morbo di Crohn, e in quella più adulta anche di qualcosa di più complesso come una neoplasia». In presenza dei sintomi sopra citati, insomma, se questi si protraggono per più due mesi è importante rivolgersi a un gastroenterologo per una visita specialistica.

Tornando alle intolleranze, come detto, la più diffusa è senza dubbio quella al lattosio. Si manifesta con crampi allo stomaco, gonfiore, meteorismo e nausea che compaiono generalmente immediatamente dopo l'ingestione di latte e derivati. Questa intolleranza consiste nell'incapacità a digerire il lattosio, molecola costituita da due zuccheri, il glucosio e il galattosio. Affinché il lattosio possa essere digerito è necessario che venga "tagliato" dall'enzima lattasi, prodotto dalle cellule intestinali. Se questo processo nell'intestino tenue non viene messo in atto, il lattosio non viene digerito e resta così a fermentare. Altra intolleranza diffusa, ma spesso confusa con la celiachia, è l'intolleranza al glutine, nota anche come "gluten sensitivity".

«Questa sensibilità al glutine non celiaca si manifesta, nelle persone predisposte, quando consumano alimenti farinacei - prosegue Cosentino - come pane, pasta o pizza. Dopo il pasto si manifestano sintomi come gonfiore addominale o diarrea».

Ma perché questo aumento delle intolleranze negli ultimi anni? «Nel tempo la flora batterica, ovvero il microbiota intestinale, si è modificato. Il primo fattore è legato al fatto che negli ultimi decenni le scelte alimentari sono molto cambiate - precisa lo specialista - se pensiamo al dopoguerra, ci si alimentava con cibi semplici e con prodotti di stagione, oggi spesso sulle tavole troviamo alimenti ultra processati o ricchi di additivi, conservanti, coloranti. Tutti questi "insulti" all'intestino portano inevitabilmente alla modificazione del microbiota e, nei soggetti predisposti, all'insorgenza di intolleranze alimentari». Se per l'intolleranza al lattosio la diagnosi avviene attraverso il breath test o test del respiro, per la "gluten sensitivity" non esistono test specifici.

«In questi casi un'attenta anamnesi è fondamentale per capire quando si manifestano i sintomi e soprattutto dopo aver mangiato quali alimenti - dice ancora il medico - e se c'è il sospetto va eliminato il glutine per almeno 20 giorni dopo aver escluso una reale celiachia. Quando si diagnostica una intolleranza al glutine la cura è l'eliminazione degli alimenti contenenti glutine per almeno 6/12 mesi. Tale condizione è reversibile nel tempo».


Dall'istamina ai carboidrati
Quando e come intervenire
Diagnosi e cura. Oggi sono disponibili integratori che limitano i sintomi
Lo specialista invita a evitare il "fai da te" magari con ricerche online

Istamina e Fodmap sono altri due termini che nel tempo stanno entrando nel linguaggio comune. Questo perché, grazie a nuove conoscenze in ambito scientifico, oggi le diagnosi sono in aumento anche in questo senso. «L'istamina è un'ammina biogena che è presente sia nell'organismo umano, sia in molti alimenti - spiega ancora il dottor Felice Cosentino - Normalmente, in un organismo sano, l'istamina presente negli alimenti viene degradata velocemente dalla diaminossidasi (Dao), un enzima presente a livello dell'intestino tenue, al fine di evitarne l'assorbimento, poiché l'istamina presente nel corpo e quella derivante dagli alimenti agiscono nello stesso modo». Questo meccanismo non funziona correttamente nelle persone affette da intolleranza all'istamina, ovvero l'enzima Dao non è presente nel loro corpo in quantità sufficiente per poter degradare l'istamina dopo i pasti nella quantità richiesta a livello dell'intestino tenue. Da qui i sintomi gastrointestinali, ma anche manifestazioni come tosse, irritazione delle mucose nasali e orali.

L'indicazione per i pazienti con intolleranza all'istamina è di ridurre al minimo il consumo di alimenti istamino-liberatori come, ad esempio, pomodori, spinaci, conserve, crostacei e alcolici. Anche per quanto riguarda i Fodmap, a seguito di diagnosi di intolleranza, è fondamentale ridurre il consumo di alcuni alimenti. «Questi carboidrati a corta catena - prosegue lo specialista - contenuti in molti alimenti, possono essere poco assorbiti dal piccolo intestino e rapidamente fermentati dai batteri intestinali nell'ileo e nel colon prossimale. I sintomi sono dovuti alla distensione dell'intestino sia attraverso un alto volume di liquidi trattenuti dovuto al processo di osmosi, sia un aumento della produzione dei gas». Va detto che oggi sono disponibili alcuni integratori che possono essere assunti per limitare i sintomi legati all'ingestione degli alimenti responsabili dei fastidiosi sintomi. «Ovviamente questo non vuoi dire utilizzare questi integratori e mangiare quello che si vuole - precisa il medico - ma di assumerli in caso di un'occasione particolare, come un'uscita a cena o un pranzo di matrimonio, quando non si ha la certezza che tutte le pietanze siano realmente prive degli ingredienti responsabili di intolleranze». Dallo specialista l'invito a evitare il fai da te, magari facendo ricerche online. «Molte persone escludono degli alimenti senza che ci sia la reale necessità - precisa Cosentino -.

Oggi, ad esempio, molte persone eliminano il glutine dalla propria dieta perché convinte di avere un'intolleranza, lo stesso per i cibi contenenti lattosio.

Escludere alimenti senza motivo può avere conseguenze, anche serie, per la salute. L'invito è a rivolgersi a un gastroenterologo per un inquadramento diagnostico, sarà lo stesso specialista a indicare al paziente la necessità di un eventuale supporto di un medico nutrizionista». Attenzione anche all'uso indiscriminato di probiotici. «Purtroppo un'altra tendenza pericolosa perché - conferma il medico - se non c'è la necessità si può andare a alterare il microbiota e, in persone predisposte, all'insorgenza di intolleranze».

Parlando di celiachia, infine, una reazione immunitaria all'assunzione di glutine, che scatena un'infiammazione a livello dell'intestino tenue, l'obiettivo è di una diagnosi sempre più precoce. «Intercettare prima e meglio i pazienti consente di eliminare il glutine dall'alimentazione di queste persone e di evitare conseguenze legate alla malattia come problematiche di accrescimento nei bambini, di mal assorbimento e patologie anche gravi (tumori) legate alla protratta infiammazione dell'intestino».



dott cosentino
Dott. Felice Cosentino
Specialista in Chirurgia, Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva

Prenota qui una visita presso la nostra struttura!

Visita il sito web del Dott. Felice Cosentino www.endoscopiadigestiva.it